La matrigna che voleva farmi sparire

Seraphina Vale aveva diciassette anni, voti perfetti e un sogno che nessuno era mai riuscito a spezzare: diventare medico. Dopo la morte di sua madre, lo studio era diventato il suo rifugio. Tutto nella medicina aveva una causa, una spiegazione, una cura. Per questo, quando iniziarono i primi sintomi, cercò di ragionare come una futura dottoressa.

All’inizio erano solo sussurri lontani. Poi ombre negli angoli della casa, stanchezza improvvisa, nausea e vuoti di memoria. La sua matrigna Celeste sembrava preoccupata, ma in un modo strano, quasi teatrale. A cena la osservava in silenzio, poi diceva al padre:
— Theodore, tua figlia non sta bene.

Seraphina voleva crederle. Forse era solo stress. Mancavano poche settimane al diploma, le borse di studio erano importanti, la pressione era enorme. Ma qualcosa non tornava.

Un giorno partì per tre giorni con alcuni amici. Lontana da casa, i sintomi sparirono completamente. Niente voci. Niente ombre. Niente debolezza. Per la prima volta dopo mesi dormì bene e si sentì lucida.

Quando tornò, tutto ricominciò in meno di ventiquattro ore.

Pochi giorni dopo, Seraphina rientrò da scuola prima del previsto. Passando davanti allo studio di suo padre, sentì la voce di Celeste:
— Dobbiamo mandarla in una struttura privata prima che sia troppo tardi.

Il sangue le si gelò. Celeste parlava di cliniche, diagnosi, cure lunghe e documenti medici. Suo padre sembrava incerto, ma lei lo stava convincendo.

Quella sera Seraphina finse di bere il tè che Celeste le preparava ogni notte. Invece lo versò in una piccola bottiglia e lo portò al suo migliore amico, Rowan. Lui la aiutò a far analizzare il liquido e alcune pillole che Celeste le dava “per calmarsi”.

Il risultato fu devastante: contenevano sostanze sedative non prescritte.

La verità emerse poco dopo. Celeste voleva far dichiarare Seraphina mentalmente instabile per controllare il fondo lasciato dalla madre, che sarebbe diventato suo al compimento dei diciotto anni.

Quando Theodore vide le prove, crollò. Aveva creduto alla donna sbagliata e quasi perso sua figlia. Celeste fu denunciata, e Seraphina lasciò quella casa per vivere con una zia fino alla fine dell’anno scolastico.

Il giorno del diploma, salì sul palco con il volto pallido ma gli occhi fermi. Avevano provato a rubarle la mente, il futuro e la voce. Ma non erano riusciti a toglierle la verità.

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