L’Ombra del Sabotaggio

Il motore dell’elicottero rombava, sollevando una polvere vorticosa sulla pista privata. Marc, il viso sporco di fango e gli occhi sbarrati dal terrore, correva perdendo il fiato. Sapeva cosa si nascondeva dietro quella silhouette elegante e glaciale che si preparava a decollare.

Non si trattava di un semplice diverbio. Marc aveva sorpreso l’impossibile: una mano guantata che manometteva il vano motore pochi minuti prima, depositando un meccanismo che non avrebbe lasciato scampo all’apparecchio.

«Signore, fermate tutto!» urlò, con i polmoni in fiamme per lo sforzo.

Di fronte a lui, la donna dallo sguardo d’acciaio non batté ciglio. I suoi occhiali scuri nascondevano ogni traccia di umanità. Puntò un dito accusatore, cercando di ridurre Marc al silenzio, di farlo passare per un pazzo davanti all’uomo d’affari, un uomo che lei aveva usato per raggiungere i propri scopi.

Ma Marc non si arrese. Fissò il suo sguardo in quello dell’uomo in completo scuro, l’investitore. «Se non mi credete, chiedete al pilota di controllare il motore. Solo un minuto.»

Un secondo di eternità si dilatò. L’uomo d’affari, turbato dalla sincerità cruda di quell’operaio, fece un cenno impercettibile al pilota. Il rombo si placò. Pochi istanti dopo, un grido soffocato uscì dal vano meccanico. Il sabotaggio era lì, evidente: una bomba artigianale pronta a trasformare il volo di lusso in un incendio.

Il silenzio tornò, pesante come una lama. La donna dagli occhiali neri capì che il suo gioco era finito. Voltò le spalle, tentando una fuga disperata, ma fu raggiunta dalla sicurezza allertata. Marc, esausto, si accasciò sull’erba. Aveva salvato solo due vite, ma per lui, era il mondo intero ad essere appena sopravvissuto.

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