Dopo cinque anni trascorsi in missioni riservate, Mariana tornò finalmente a casa per riabbracciare suo figlio Mateo.
Ad aspettarla trovò però Ricardo con un’altra donna e sua suocera che mostrava orgogliosamente un neonato definendolo «il vero erede».
Nel cortile Mariana scoprì qualcosa di ancora peggiore: Mateo era magro, terrorizzato e legato con una catena vicino a una vecchia cuccia.
Lo liberò immediatamente.
Ricardo tentò allora di consegnarle i documenti del divorzio, sostenendo che Mariana avesse abbandonato volontariamente la famiglia e che quindi lui avrebbe ottenuto casa e custodia.
Ma aveva commesso un grave errore.
Mariana possedeva documenti ufficiali che giustificavano i suoi cinque anni di assenza, mentre la proprietà risultava intestata esclusivamente a lei.
Le autorità aprirono inoltre un’indagine su ciò che Mateo aveva subito.
Infine Mariana mostrò il vecchio fascicolo medico di Ricardo. Un test confermò che il neonato della sua amante non era suo figlio.
Ricardo perse tutto ciò che aveva cercato di ottenere con l’inganno.
Mariana rimase invece accanto a Mateo durante la sua lenta guarigione.
Qualche mese dopo, il bambino la abbracciò spontaneamente per la prima volta.
— Mamma, non andare più via.
Mariana lo strinse forte.
Questa volta sapeva esattamente dove doveva restare.