Il vento d’autunno spingeva le foglie secche lungo i viali di un parco milanese. Marco, immerso nei pensieri per la lunga crisi della sua azienda, camminava in fretta verso la macchina. Era così distratto che non si accorse nemmeno quando il portafoglio gli scivolò dalla tasca del cappotto di cashmere.
«Signore! Aspetti, le è caduto questo!» gridò alle sue spalle una vocina squillante.
Marco si voltò. Davanti a lui c’era una bambina di circa sette anni. Nei suoi grandi occhi castani non c’era paura, solo una sincera determinazione. Gli tendeva il suo portafoglio di pelle.
L’uomo si addolcì e sul suo volto comparve un sorriso caldo.
«Grazie, piccola», disse, aprendo il portafoglio per prendere una banconota e ricompensare la sua onestà.
In quel momento una folata di vento aprì uno degli scomparti, facendo comparire una vecchia fotografia Polaroid, leggermente consumata, di una giovane donna. Appena la vide, la bambina si immobilizzò. La sua mano si allungò incerta verso l’immagine.
«Ma questa è la mia mamma…» sussurrò, guardando confusa quell’uomo alto e sconosciuto. «Perché ha una foto della mia mamma?»
Il cuore di Marco perse un battito. Il rumore della strada sparì all’improvviso, lasciando spazio a un silenzio quasi irreale. Si inginocchiò davanti a lei, osservando attentamente i lineamenti del suo viso. Gli stessi occhi. La stessa curva ostinata delle sopracciglia.
«Come… come si chiama tua madre?» chiese con la voce tremante.
«Anna», rispose semplicemente la bambina.
Il mondo intorno a Marco si fermò.
Anna.
La donna che aveva cercato disperatamente per otto lunghi anni, dopo che un terribile errore e il suo stesso orgoglio li avevano separati. Aveva conservato quella fotografia come l’unico ricordo del suo amore più grande e della sua perdita più amara.
«Portami da lei, ti prego», disse piano, trattenendo a fatica le lacrime.
Camminarono per appena un paio di isolati e si fermarono davanti alla porta di un piccolo negozio di fiori. Dietro il bancone c’era una donna che stava preparando un bouquet. Al suono del campanello, alzò la testa.
I fiori le scivolarono dalle mani e caddero sparsi sul pavimento.
Gli anni di lontananza avevano lasciato segni sul suo volto, ma per Marco lei era rimasta la stessa.
«Ciao, Anna», disse lui, facendo un passo verso di lei. «Non vi lascerò mai più andare.»
La bambina sorrideva, guardando prima la madre e poi quello sconosciuto.
In quel fresco giorno d’autunno, due metà perdute dello stesso destino tornarono finalmente a essere una cosa sola.