In realtà tornò segretamente nella proprietà insieme a Marcus, il responsabile della sicurezza, per verificare le accuse della fidanzata Sabina contro Rosamund, la donna che si occupava delle sue figlie Gemma e Lorelai.
Le telecamere mostrarono subito una realtà completamente diversa.
Quando Chadworth non era presente, Sabina trattava le bambine con freddezza e autorità.
Rosamund, invece, cercava di proteggerle.
Poi accadde qualcosa di ancora più grave.
Sabina prese il telefono di Lorelai, entrò nello studio privato di Chadworth e utilizzò una copia della chiave per aprire un cassetto protetto.
Fotografò diversi documenti.
Durante una telefonata rivelò il resto del piano.
Voleva far ricadere il furto su Rosamund e convincere Chadworth a licenziarla prima del matrimonio.
Il vero obiettivo, però, era un fondo creato dalla defunta madre di Gemma e Lorelai per proteggere il patrimonio delle figlie.
Sabina e un complice avevano preparato documenti che avrebbero dovuto darle maggiore controllo su alcuni beni dopo il matrimonio.
Avevano persino imitato la firma di Chadworth.
Lui non la affrontò immediatamente.
Marcus salvò tutte le registrazioni e Chadworth contattò il suo avvocato. I documenti furono esaminati e vennero prese le misure necessarie per proteggere le bambine e i loro beni.
Più tardi Sabina entrò nel salotto.
Chadworth era seduto ad aspettarla.
— Sei già tornato? — chiese lei.
Lui mise sul tavolo il documento con la firma falsa.
— Non sono mai partito.
Sabina impallidì.
Il matrimonio venne annullato.
Rosamund rimase con la famiglia e Chadworth le chiese scusa per aver dubitato di lei.
Quella sera parlò con le figlie.
— Perché non mi avete detto niente?
Lorelai rispose piano:
— Sabina diceva che non ci avresti creduto.
Chadworth capì allora il suo errore più grande.
Aveva organizzato una falsa partenza per capire se poteva fidarsi di Rosamund.
Ma aveva finito per scoprire qualcosa di molto più importante:
doveva diventare il padre di cui le sue figlie non avrebbero mai avuto paura di fidarsi.