A ventidue anni Isabelle Moreau non aveva quasi più nulla.
Fu allora che Gabriel Laurent, capitano dell’esercito, vedovo e padre di sette bambini, le propose un matrimonio senza amore.
Lui doveva tornare in guerra.
Lei aveva bisogno di un tetto e di cibo.
Isabelle accettò di occuparsi dei suoi figli.
All’inizio i bambini la respinsero.
Thomas, il maggiore, le disse:
— Non sarai mai nostra madre.
Ma Isabelle rimase.
Vendette i pochi gioielli che possedeva, comprò farina, coltivò la terra, riparò vestiti e riportò lentamente ordine nella casa.
Quando mancava il cibo, era lei a mangiare meno.
Con il tempo, i bambini iniziarono ad amarla.
Un giorno la piccola Louise cadde e corse verso di lei gridando:
— Mamma!
Quasi un anno dopo Gabriel tornò.
Era ferito e profondamente cambiato. Era rimasto separato dal suo reparto e aveva trascorso mesi in un ospedale militare.
Quando vide la casa e i figli sani, rimase senza parole.
Thomas gli disse:
— Papà, puoi tornare. Ma Isabelle ormai è nostra madre.
Gabriel scoppiò a piangere.
Aveva sposato Isabelle soltanto perché aveva bisogno di qualcuno.
Ora capiva di essersi innamorato della donna che aveva salvato la sua famiglia.
Qualche giorno dopo le fece una nuova proposta.
— Questa volta niente accordi. Voglio che tu resti perché sei mia moglie, non perché devi occuparti dei bambini.
Isabelle guardò i sette piccoli intorno a lei.
Poi disse sì.
Il matrimonio nato dalla disperazione divenne finalmente un matrimonio scelto per amore.