Durante il divorzio non chiesi l’appartamento, le auto o i conti di Alessandro.
Dopo due anni di battaglie legali, accettai persino che nostro figlio Lucas vivesse principalmente con lui.
Feci una sola richiesta:
— Tua madre viene con me.
Alessandro rise e accettò immediatamente.
Mi diede perfino 4.500 euro perché la portassi via quello stesso giorno.
Non sapeva però che Madeleine possedeva ancora il 62% della società di famiglia.
Lui ne aveva soltanto la gestione.
Un mese dopo, Madeleine andò dal notaio e revocò la procura concessa al figlio.
Alessandro perse immediatamente il controllo dei principali conti aziendali.
Poi vennero fuori altri documenti.
Durante il divorzio aveva trasferito grosse somme a una società collegata alla sua amante.
Uno dei pagamenti coincideva inoltre con la persona che aveva testimoniato contro di me nel procedimento per la custodia.
Il mio avvocato chiese la revisione del caso.
L’indagine dimostrò che Alessandro aveva nascosto beni e che parte delle prove utilizzate contro di me non era attendibile.
La custodia venne riesaminata e Lucas scelse di vivere principalmente con me.
Alessandro perse anche la gestione della società.
Pensava di aver speso 4.500 euro per liberarsi di sua madre.
In realtà aveva pagato per consegnarmi la persona che custodiva tutte le prove delle sue bugie.