Dopo ventidue anni di matrimonio, Sarah non esitò quando i medici le dissero che poteva donare un rene a suo marito Victor.
Tre giorni dopo l’operazione, però, mentre era ancora ricoverata, lo sentì parlare al telefono con la sua amante.
«Appena esco dall’ospedale, la casa sarà tua. Sarah farà quello che le dico.»
Poi Victor rise e aggiunse che sua moglie viveva soltanto per prendersi cura di lui.
Sarah non pianse.
Si tolse la fede, la lasciò accanto all’orologio di Victor e chiese di essere dimessa.
Tornata nella casa di Brookline, prese soltanto i suoi documenti, alcuni ricordi personali e una busta medica che Victor non aveva mai visto.
Quella sera scoppiò un incendio nell’abitazione. Sarah era già lontana e le autorità stabilirono successivamente che il fuoco era partito da un guasto elettrico.
Quando Victor venne finalmente dimesso, era convinto che avrebbe trovato Sarah pronta ad accoglierlo.
Trovò invece una casa danneggiata, un avvocato ad aspettarlo e una cartella piena di documenti.
Sarah aveva scoperto che Victor aveva già tentato di trasferire illegalmente parte della proprietà alla sua amante.
Ma c’era un dettaglio che lui aveva dimenticato: la casa apparteneva legalmente soltanto a Sarah, perché era stata acquistata anni prima con un’eredità dei suoi genitori.
Il tentativo di Victor venne bloccato.
Sarah chiese il divorzio, revocò ogni autorizzazione finanziaria che gli aveva concesso e si trasferì in una piccola casa vicino alla costa.
Victor perse il matrimonio, la casa e, poco dopo, anche Rita, che scomparve quando capì che non avrebbe ricevuto nulla.
Mesi più tardi Victor scrisse a Sarah chiedendole perdono.
Lei rispose con una sola frase:
«Ti ho dato una parte di me per salvarti la vita. Questo non significava che potessi prenderti anche il resto.»
Poi chiuse definitivamente quel capitolo.